Chiesa SS. Nazaro e Celso
Originariamente la chiesa di modeste dimensioni e con un’unica navata, era collocata nei pressi della riva del lago, secondo quanto ci riferiscono le testimonianze del XVI secolo. Già allora se ne sollecitava la ricostruzione in un’area più distante e protetta, in quanto le esondazioni del lago ne minavano le fondamenta. Nel 1648 è documentata la ricostruzione che avvenne entro il 1670, quando ci viene descritta con una sola navata coperta a volta e con due cappelle laterali. In controfacciata a destra dell’ingresso è murata una lapide che ricorda la riconsacrazione, avvenuta nel 1756. Al 1865 risalgono, invece, gli ultimi ampliamenti che conferirono alla chiesa l’aspetto attuale e che sono ricordati da un’altra lapide posta a sinistra.
La semplice facciata è scandita da una fascia marcapiano su cui poggia una finestra a lunetta e ha un frontone a timpano. Questi elementi architettonici sono in serizzo, come il portale ingentilito da volute e datato al 1687, come ricorda l’iscrizione alla sommità.
Nei pressi dell’ingresso, sulla sinistra si apre una nicchia con un’acquasantiera settecentesca che funge da fonte battesimale e precede l’accesso a due locali servizio. Al termine della navata voltata a botte, si aprono due cappelle laterali e il presbiterio. La cappella di destra è dedicata alla Madonna, mentre quella di sinistra a S. Giuseppe, come si evince dalle statue lignee in esse collocate. L’altare principale non ha ancona, ma un Crocifisso ligneo di Walter Pancheri, scultore altoatesino contemporaneo. Il commento pittorico delle navate, della volta e del catino absidale è opera del pittore ligure Davide Beghè (1931). I diversi soggetti, riquadrati da cornici, rappresentano nella volta la Sacra famiglia e la Gloria dei SS. Nazaro e Celso, le parabole del Buon Samaritano e del Fariseo sulla parete di sinistra, mentre su quella di destra i SS Pietro e Paolo e le Pie donne al sepolcro. Nella volta del presbiterio l'Adorazione eucaristica e nel catino absidale Cristo nell’orto degli ulivi.
La chiesa, in origine di piccole dimensioni e con una sola navata, sorgeva vicino alla riva del lago, come ricordano fonti del Cinquecento. Già allora si chiedeva di ricostruirla in una zona più sicura, perché l’acqua che risaliva dal lago ne danneggiava le fondamenta. I lavori iniziarono nel 1648 e terminarono entro il 1670. Allora la chiesa aveva una navata coperta con volte e due cappelle laterali.
Vicino all’ingresso, una lapide ricorda la riconsacrazione del 1756. Un’altra, sul lato opposto, menziona gli ampliamenti del 1865 che le diedero l’aspetto attuale.
La facciata è semplice e ordinata. È divisa da una fascia orizzontale e sormontata da un timpano. Il portale è in pietra e sopra di esso vi è un’iscrizione che riporta il 1687, data della sua costruzione.
All’interno, sulla sinistra, si trova una nicchia con un’acquasantiera del Settecento e l’accesso a due locali di servizio. La navata, coperta da una volta a botte, termina con due cappelle laterali e con il presbiterio.
La cappella di destra è dedicata alla Madonna, quella di sinistra a San Giuseppe. Lo mostrano le statue in legno collocate in ciascuna di esse. L’altare principale ospita un grande Crocifisso in legno dello scultore altoatesino W. Pancheri.
Le pareti, la volta e il presbiterio sono decorati con affreschi eseguiti nel 1913 dal pittore ligure D. Beghé. I soggetti sono racchiusi in cornici e rappresentano nella volta la Sacra Famiglia e la Gloria dei Santi Nazario e Celso. Lungo le navate sono rappresentate parabole santi ed episodi del Vangelo. Nella volta del presbiterio si trova l’Adorazione eucaristica; nell’abside Cristo nell’orto degli ulivi.




