Chiesa di S. Pietro da Verona martire

La chiesa collocata al centro del paese, si affaccia su una piccola piazza in porfido. Nel 1584 è citata per la prima volta come parrocchiale ma, secondo fonti ottocentesche, esisteva già nel 1410. A questo periodo potrebbe riferirsi la vasca battesimale in marmo, dalle forme archiacute, murata nel corridoio all’esterno della chiesa. Essendo gravemente danneggiato, l’edificio originario venne totalmente ricostruito nelle forme attuali a partire dal 1783. La facciata bicroma, con frontone curvilineo, è divisa in due ordini e scandita da paraste. Il portale, coronato da volute, è di serizzo. L’interno ha una sola navata, fiancheggiata da due altari laterali e presenta una copertura con cupola ribassata. Il dossale dell’altar maggiore presenta fatture barocche e proviene con molta probabilità dalla chiesa di S. Fedele di Milano. Nel catino absidale, all’interno di una moderna cornice marmorea, opera dello scultore Pablo Atchugarry, è conservata una Crocifissione con la Vergine e S. Giovanni. Questo affresco proviene dall’antica casa parrocchiale, sita nel centro del paese, sulla cui facciata è ancora leggibile un cartiglio che riporta la data del 1452. Il motivo della cornice “a trina”, unitamente ad altre caratteristiche cromatiche e stilistiche, suggeriscono l’attribuzione a Cristoforo da Seregno, esponente dell’omonima famiglia di artisti che dal luogo di origine in Brianza, si spostò già dal XIII nel Canton Ticino. Nella nicchia dell’altare di sinistra si conserva una statua seicentesca dell’Addolorata, proveniente secondo la tradizione, dal soppresso convento sei Servi di Maria di Abbadia Lariana. L’altare opposto è ingentilito da una tela raffigurante la Madonna che allatta Gesù bambino, con S. Giovannino e Sant’Antonio da Padova. L’autore è sconosciuto, ma sono evidenti rimandi al pittore varesino Pietro Antonio Magatti, attivo nel XVIII secolo presso il convento di Sabbioncello a Merate.

La cupola e i pennacchi con i Quattro Evangelisti vennero affrescati nel 1923 da Romeo Rivetta. Gli affreschi del catino absidale furono realizzate nel 1990 dall’artista bresciano Oscar di Prata ( Cristo che predica alle genti) così come le vetrate ( S. Giorgio, S. Fedele e S. Pietro da Verona).

L’organo in controfacciata, di origini settecentesche, è stato restaurato nel secolo successivo da Giuseppe Alchisio, organaro particolarmente attivo nel territorio.


La chiesa si trova al centro del paese. Si affaccia su una piccola piazza in porfido.
È citata per la prima volta nel 1584 come chiesa parrocchiale. Alcune fonti ottocentesche però indicano la sua esistenza già nel 1410.
A quel periodo risale probabilmente la vasca battesimale in marmo, con forme gotiche. Oggi è murata nel corridoio esterno.

L’antico edificio era ormai danneggiato e per questo fu ricostruito interamente nel 1783.
La facciata a due colori ha un frontone ricurvo. È divisa in due ordini e scandita da paraste. Il portale, in pietra di serizzo, è decorato con volute.

All’interno c’è una sola navata con due altari laterali. La copertura è una cupola ribassata.
L’altare principale ha decorazioni barocche e, secondo alcuni studi, proviene dalla chiesa di San Fedele a Milano.

Nella zona dell’altare si trova una cornice in marmo moderno scolpita da Pablo Atchugarry. All’interno è conservato un affresco con la Crocifissione, la Vergine e San Giovanni.
Questo affresco proviene dall’antica casa parrocchiale. Sulla facciata di quella casa è ancora conservato un affresco dallo stile simile, che riporta la data del 1452.
La cornice decorata e i colori ricordano lo stile dei Seregnesi, famiglia di artisti attivi tra la Brianza e il Canton Ticino.

Nella nicchia dell’altare di sinistra si trova una statua seicentesca dell’Addolorata. Secondo la tradizione proviene dal convento dei Servi di Maria di Abbadia Lariana.
L’altare di destra ospita un quadro con la Madonna, Gesù bambino, San Giovannino e Sant’Antonio. L’autore non è noto, ma lo stile ricorda il pittore Pietro Antonio Magatti, attivo nel Settecento anche a Merate, vicino a Monza.

La cupola e i pennacchi con i quattro evangelisti furono dipinti nel 1923 da Romeo Rivetta.
Nel 1990 l’artista Oscar Di Prata realizzò gli affreschi della zona dell’altare, con Cristo che parla alle genti, e le vetrate con San Giorgio, San Fedele e San Pietro.
L’organo sopra l’ingresso risale al Settecento. Fu restaurato nel secolo successivo dall’artigiano Giuseppe Alchisio, molto attivo nella zona.

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