Monumento ai fratelli Torri Tarelli
L’altorilievo raffigura i volti dei 5 fratelli Torri Tarelli, nati ad Onno e distintisi nelle vicende legate alle Guerre d’Indipendenza e all’Unità d’Italia (1848-1861). L’opera, collocata qui dall’Amministrazione comunale nel 2011 per ricordare i 150 dell’Unità d’Italia, riprende lo stesso soggetto eseguito in bronzo dallo scultore milanese Angelo Montegani e ancora visibile a Lecco, sulla facciata della casa di famiglia.
Giovanni (1824-1848)
Partecipa alle “Cinque giornate di Milano” e muore mentre cerca di trasportare a Lecco delle armi.
Carlo (1832-1887)
Fu il più attivo dei fratelli, combattendo nelle “Cinque giornate di Milano”, nella Prima e nella Seconda Guerra d’Indipendenza. Nel 1860 si trasferisce a Genova, dove si adopera per organizzare la spedizione dei Mille, a cui partecipa. Viene ferito a Palermo e ottiene la medaglia d’argento al valore militare. Nel 1862 è in Aspromonte con Giuseppe Garibaldi. Quattro anni più tardi partecipa alle campagne della terza Guerra di Indipendenza, combattendo a Bezzecca e nel 1867 subisce la sconfitta di Mentana, insieme al fratello Battista. Nel 1870 si imbarca per Buenos Aires, dove si prodigherà per aiutare alcuni connazionali malati e bisognosi, ottenendo riconoscimenti dal governo. Dopo alcuni anni rientra in Italia e si ritira a Onno, nella casa natale prospiciente il porto, (come ricordato da una targa tutt’oggi visibile) e muore nel 1887. La sua salma riposa nel vecchio cimitero, presso la chiesa di Sant’Anna.
Tommaso (1835-1893)
Laureatosi in ingegneria, si prodiga nell’arruolamento di volontari per la Seconda Guerra di Indipendenza.
Giuseppe (1839-1860)
Intraprende la carriera ecclesiastica, ma la abbandona per arruolarsi e raggiungere il fratello Carlo, con cui si imbarca per la spedizione dei Mille. Muore nel settembre del 1860 a Catanzaro, per un’infezione causata da una ferita subita a Palermo mentre combatteva nella Brigata Bixio. Nel 1861 il re d’Italia Vittorio Emanuele II gli concede la medaglia d’argento alla memoria.
Battista (1840-1901)
Studia Legge a Pavia, ma nel 1859 combatte nella Seconda Guerra d’Indipendenza con i fratelli Tommaso e Giuseppe. L’anno dopo è in Sicilia con Carlo e Giuseppe, a fianco di Garibaldi. Sempre con il fratello Carlo subisce la sconfitta di Mentana nel 1867 ed è imprigionato nel carcere di Civitavecchia. Liberato rientra a Lecco, dove esercita la professione di avvocato, fino alla morte.
L’altorilievo mostra i volti dei cinque fratelli Torri Tarelli, nati a Onno.
Si distinsero nelle Guerre d’Indipendenza e nel processo di Unità d’Italia (1848-1861).
L’opera è stata collocata qui dal Comune di Oliveto Lario nel 2011, per ricordare i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Il soggetto riprende la scultura in bronzo di Angelo Montegani, visibile a Lecco sulla facciata della casa di famiglia.
Giovanni (1824-1848)
Partecipò alle Cinque Giornate di Milano.
Morì mentre cercava di portare armi a Lecco.
Carlo (1832-1887)
Fu il più attivo dei fratelli.
Combatté nelle Cinque Giornate di Milano, nella Prima e nella Seconda Guerra d’Indipendenza.
Nel 1860 si trasferì a Genova e partecipò alla Spedizione dei Mille.
Ferito a Palermo, ricevette la medaglia d’argento al valore militare.
Nel 1862 fu con Garibaldi in Aspromonte.
Prese parte anche alla Terza Guerra d’Indipendenza (battaglia di Bezzecca, 1866) e alla sconfitta di Mentana (1867).
Nel 1870 partì per Buenos Aires, dove aiutò molti italiani malati e poveri.
Tornò poi a Onno e morì nel 1887.
Riposa nel vecchio cimitero, vicino alla chiesa di Sant’Anna.
Tommaso (1835-1893)
Ingegnere, aiutò nell’arruolamento di volontari per la Seconda Guerra d’Indipendenza.
Giuseppe (1839-1860)
Abbandonò la vita religiosa per unirsi al fratello Carlo nella Spedizione dei Mille.
Morì a Catanzaro nel 1860 per un’infezione causata da una ferita riportata a Palermo.
Nel 1861 il re Vittorio Emanuele II gli conferì la medaglia d’argento alla memoria.
Battista (1840-1901)
Studiò Legge a Pavia e combatté con i fratelli nella Seconda Guerra d’Indipendenza.
Nel 1860 partecipò alla Spedizione dei Mille e, sette anni dopo, alla battaglia di Mentana.
Fu fatto prigioniero a Civitavecchia, poi liberato.
Tornò a Lecco, dove lavorò come avvocato fino alla morte.

