Chiesa dei SS. Ambrogio e Bernardo
La chiesa attuale è il frutto della ricostruzione di un primitivo edificio, forse di fondazione altomedievale, portata a termine nel 1673 dall’Abate Giuseppe Rainoldi, come ricordato dalla lapide in controfacciata. Della struttura originaria, che probabilmente venne inglobata nell’attuale, rimane solo un lacerto di affresco con il monogramma IHS (abbreviazione latina del nome greco di Gesù), lungo la parete destra della navata.
La facciata scandita da paraste presenta una grande finestra nello scomparto centrale e culmina con un frontone triangolare. Nella parte inferiore è addossato il portico con tre arcate a tutto sesto , costruito nel 1714. La casa parrocchiale, ricordata nel XVII secolo come Palazzo del Monastero di Sant’Ambrogio a Milano, di cui Limonta era feudo, è tutt’ora addossata alla parete destra. La dipendenza dal cenobio milanese è sancita da due diplomi dell’imperatore Lotario, datati all’835, grazie ai quali si assicurava ai monaci l’olio per illuminare la tomba del cognato Ugo, sepolto nella basilica milanese.
L’interno a navata unica, coperta con volta a botte, termina con il presbiterio di forma quadrangolare, preceduto dalla cappella dedicata a S. Antonio da Padova a destra e della Madonna del Rosario a sinistra. L’ampliamento del XVII secolo influenzò tutto il commento decorativo conferendogli un’impronta barocca.
Entrando a sinistra si trova la cappella del Battistero con vasca in pietra; poco oltre l’organo, la cui balconata è decorata con due formelle raffiguranti S. Luca e S. Marco, provenienti dal pulpito. Quest’ultimo, di chiara fattura Seicentesca, presenta tre altorilievi con il Discorso della montagna al centro, S. Matteo e S. Giovanni ai lati.
La Cappella della Madonna del Rosario, risalente al 1680 e successivamente rimaneggiata, si distingue per l’imponente decorazione plastica in stucco, costituita da angeli, motivi floreali e dalle due grandi statue dei profeti Isaia e Geremia che fiangheggiano la novecentesca statua della Vergine. La decorazione è completata da affreschi raffiguranti i Misteri del Rosario.
L’arco trionfale presenta un tripudio di Angioletti lignei di gusto barocco, che sorreggono gli Strumenti della passione.
L’odierno altare marmoreo, proveniente da un soppresso monastero di Domaso, fu collocato nel 1797 e andò a sostituire il precedente in legno di fattura barocca, che venne posizionato nella chiesa di S. Martino a Bellagio.
Il commento decorativo del presbiterio è ricco e vario, costituito da quadri di diverse dimensioni, racchiusi tra cornici decorate in stucco. I soggetti delle opere ivi collocate sottolineano l’importanza delle Sacre Scritture e celebrano il santo titolare. Infatti sulla parete di sinistra spicca, tra la tela con S. Luca a sinistra e quella con S. Giovanni a destra, la Lactatio sancti Bernardi, opera del XVII secolo, riferibile alla bottega comasca dei fratelli Recchi, i cui esponenti principali –Giovan Battista e Giovan Paolo- operarono nel Santuario della Madonna del Moletto. Probabilmente allo stesso autore va riferita anche la grande tela con Sant’Antonio, San Dionigi e San Domenico, posta sulla parete opposta, affiancata da S. Marco e S. Matteo e l’angelo, quest’ultimo un chiaro omaggio alla prima versione del medesimo soggetto dipinto dal Caravaggio per la chiesa romana di S. Luigi dei Francesi.
Sulla parete di fondo del presbiterio è stato collocato l’elegante polittico tardo quattrocentesco con la Crocifissione e Santi che, prima del rifacimento tardo seicentesco, ornava l’altare originario. La scena deIla Crocifissione si sviluppa a doppia altezza, mentre negli altri scomparti si riconoscono i santi titolari Ambrogio e Bernardo e S. Dionigi e S. Pietro da Verona, legati al culto locale.
La cappella di destra è dedicata a Sant’Antonio da Padova e venne costruita nel 1672 per volere di Carlo e Giuseppe Gazzinelli, canonici del duomo di Como. All’interno di una nicchia, decorata con colonne in stucco sormontate da angeli, è stata collocata la statua lignea del santo titolare. Completano la decorazione gli affreschi dell’intradosso che rimandano alle Virtù del santo e ai suoi miracoli e un dipinto raffigurante S. Giuseppe con S. Carlo Borromeo (fine XVII secolo).
La chiesa attuale sostituisce un edificio più antico, forse medievale. La ricostruzione terminò nel 1673, come ricorda una lapide posta nella controfacciata. Dell’antica chiesa resta un piccolo affresco con il simbolo di Cristo, sulla parete destra della navata.
La facciata è semplice e ordinata. È divisa da pilastri e ha una grande finestra centrale. Sopra si trova un frontone triangolare. Nella parte bassa si apre un portico con tre archi costruito nel 1714. Accanto sorge la casa parrocchiale, un tempo Palazzo del monastero milanese di Sant’Ambrogio, di cui Limonta era feudo. Un antico documento dell’imperatore Lotario, risalente all’853, conferma questo legame. Gli abitanti di Limonta erano obbligati a rifornire l’olio necessario per la lampada che illuminava la tomba di Ugo, cognato dell’imperatore e sepolto nella basilica milanese.
L’interno ha una sola navata coperta da una volta a botte. Ai lati si trovano due cappelle: una dedicata a Sant’Antonio da Padova e l’altra alla Madonna del Rosario. I lavori del Seicento hanno dato alla chiesa uno stile barocco, visibile nelle decorazioni e nelle forme.
Vicino all’ingresso c’è la cappella del Battistero con la vasca in pietra. Poco più avanti si trova l’organo, che ha la balconata con decorazioni scolpite che raffigurano gli Evangelisti. Il pulpito, risalente al Seicento, presenta tre pannelli decorati.
La cappella della Madonna del Rosario, costruita nel 1680 e rinnovata in seguito, è ricca di stucchi con angeli e motivi floreali. Ai lati della statua della Vergine si trovano le figure di profeti Geremia e Isaia. Sulle pareti ci sono affreschi che illustrano i Misteri del Rosario.
L’arco che introduce al presbiterio è decorato con angioletti in legno che sorreggono simboli della Passione. L’altare in marmo, proveniente da un antico monastero sito a Domaso nella parte alta del lago, fu collocato qui nel 1797.
Il presbiterio è decorato con dipinti e cornici in stucco. Le opere rappresentano episodi della Bibbia e rendono omaggio al santo titolare. Su una parete spicca una grande tela dedicata ad un episodio della vita di San Bernardo. L’opera è riferibile alla bottega dei Recchi, pittori attivi a Como nel Seicento.
Sulla parete di fondo è collocato un polittico del Quattrocento con la Crocifissione e figure di santi. L’opera proviene dall’antico altare ed è di particolare pregio.
La cappella di destra, costruita nel 1672, custodisce una statua lignea del santo titolare (Sant’Antonio da Padova). La nicchia è decorata con colonne e angeli. Gli affreschi raccontano le sue virtù e i suoi miracoli. Completa la decorazione un dipinto con S. Giuseppe e S. Carlo.




