Chiesa di S. Dionigi
La chiesa attuale è sorta negli anni Venti del secolo scorso, a seguito della demolizione avvenuta nel 1923 dell’edificio originario, dopoché l’area su cui sorgeva venne acquisita da privati. Quest’ultimo, che la tradizione popolare vuole fosse la trasformazione di una precedente cappella dedicata a S. Genesio, era di dimensioni maggiori e di probabile fondazione medievale.
Infatti, nonostante la prima menzione certa della chiesa risalga al 1725, il culto del santo non era sicuramente estraneo a Limonta, come dimostrano le sue molteplici rappresentazioni nella chiesa parrocchiale.
L’edificio con copertura a capanna presenta un timpano delimitato da una fascia marcapiano e da due lesene laterali. L’ingresso è preceduto da un protiro sostenuto da colonne, che ripropone l’andamento della facciata e riporta l’intitolazione nella trabeazione.
L’interno è a navata unica voltata a botte. Il presbiterio è di dimensioni inferiori alla navata ed è sopraelevato rispetto a quest’ultima. Sulla parete di fondo, tra le due porte che conducono alla sacrestia è stata collocata una decorazione stilizzata in cotto che richiama il simbolo della Croce, opera del 1993 di Pablo Atchugarry.
Ciascuna parete laterale è decorata con due grandi tele del pittore Giorgio Albertini che richiamano quattro momenti della Passione di Cristo: Salita al Monte degli Ulivi, Il canto del gallo, Ecce Homo, Si fece buio sulla terra.
La chiesa attuale fu costruita negli anni Venti del Novecento, dopo la demolizione nel 1923 dell’edificio originario, perché Il terreno su cui sorgeva era stato comprato da privati. Secondo la tradizione, la chiesa precedente era nata dalla trasformazione di una cappella dedicata a San Genesio. Era di dimensioni maggiori e probabilmente risaliva al Medioevo.
La prima citazione certa della chiesa è del 1725. Il culto di San Genesio era però già presente a Limonta. Lo testimoniano le numerose immagini del santo nella chiesa parrocchiale.
L’edificio attuale ha un tetto a capanna e un timpano con una fascia orizzontale e due lesene laterali. Davanti all’ingresso si trova un piccolo portico con colonne. Riprende la forma della facciata e riporta la dedicazione sull’architrave.
L’interno è a navata unica, coperta da una volta a botte. Il presbiterio, più piccolo e rialzato rispetto alla navata, si apre sulla parete di fondo. Tra le due porte che conducono alla sacrestia si trova una decorazione in cotto a forma di Croce. È un’opera del 1993 dello scultore Pablo Atchugarry.
Le pareti laterali ospitano quattro grandi tele del pittore Giorgio Albertini. Rappresentano i momenti principali della Passione di Cristo: La salita al Monte degli Ulivi, Il canto del gallo, Ecce Homo e Si fece buio sulla terra.




