Chiesa di Sant'Anna e cimitero

La Chiesa

La piccola chiesa sorge ai confini del centro abitato e presenta una semplice facciata a capanna con portale in serizzo, sormontato da un frontone a timpano spezzato e affiancato da due finestrelle con grate. Nella parte sommitale, in corrispondenza del portale, si apre una grande finestra. Anticamente era intitolata a S. Fedele e ciò ha fatto supporre che fosse di probabile fondazione medievale, in quanto il corpo nel martire venne ritrovato nel 964 e poi trasferito a Como, favorendo così la diffusione del culto a livello locale. La prima testimonianza certa dell’edificio risale al 1567. La chiesa, allora, era di modeste dimensioni, con l’abside rivolta verso il lago, senza campanile e sacrestia. Di fronte all’ingresso si innalzava un monastero di monache agostiniane che furono successivamente trasferite a Cremeno, in Valsassina. L’edificio ampiamente rimaneggiato, che oggi è attiguo alla chiesa, è ciò che resta di questo monastero.

All’inizio del XVII secolo, in seguito alle continue esondazioni del lago, furono intrapresi i lavori per cambiare l’orientamento della chiesa: l’abside venne abbattuta e al suo posto si costruì la facciata attuale. Questi lavori interessarono anche la copertura con volta a botte e l’accostamento delle arcate lungo le pareti che comportarono la copertura della decorazione originaria, emersa durante i restauri eseguiti nel 1928 e nel 2012. Partendo dall’ingresso, nella prima specchiatura riconosciamo un imponente S. Cristoforo trecentesco, affiancato da un affresco mutilo nella parte inferiore, raffigurante Sant’Antonio abate, Santo Stefano, San Bernardino da Siena. Nella parte bassa del riquadro successivo troviamo una Madonna in trono con S. Ambrogio e S. Niccolò e, delimitato da una cornice, S. Bernardino, mentre nella parte superiore si individua una mutila Annunciazione con S. Rocco. Nella campata più vicina al presbiterio, al centro della quale spicca una Trinità di stampo tardo trecentesco, sono state rinvenute una Madonna con S. Bernardino a sinistra e S. Antonio abate a destra. Nella parte alta si riconosce una mutila Crocifissione e Santi. Alcune caratteristiche sia stilistiche che cromatiche hanno permesso di attribuire questo ciclo di affreschi ai Seregnesi, famiglia di artisti che dal luogo di origine in Brianza si spostò già dal XIII secolo a Lugano, lasciando numerose testimonianze nel Canton Ticino, ad opera soprattutto di Cristoforo e del nipote Nicolao, attivi nel XV secolo. Grazie al confronto con l’affresco raffigurante la Madonna con i disciplini, presente sulla facciata della ex casa parrocchiale sita al centro del paese, che porta un’iscrizione con la data 1452, e alla Crocifissione conservata nella parrocchiale, è stato possibile datarli e attribuirli a Cristoforo.

L’originario commento decorativo è completato, sulla parete opposta -unica testimonianza dell’abside distrutta- da motivi vegetali e teste di santi, dove si legge la firma di Lanfranco di Lecco, frescante attivo nel Duomo di Milano nel 1419.

Nel 1651 compare per la prima volta l’intitolazione a S. Anna, forse per la collocazione della pala d’altare raffigurante la Nascita della Vergine. Il quadro riprende un soggetto simile del Morazzone dipinto a Como nel 1612 e diffuso nel nostro territorio grazie a diverse copie, una delle quali è conservata nel Santuario della Madonna del Fiume a Mandello.

Nel cartiglio della controfacciata è indicata la data del 1768, come termine dei lavori che interessarono le decorazioni floreali del presbiterio con il motivo della finta cupola, delle pareti delle navate e della volta. Al centro di quest’ultima si riconosce l’Incoronazione della Vergine, mentre nelle lunette i quattro Evangelisti. Le caratteristiche stilistiche differenti fanno presupporre la presenza di almeno due maestranze e suggeriscono, soprattutto per i motivi nel presbiterio, punti di contatto con la chiesa di San Zenone a Mandello.


Il Cimitero

A fianco della chiesa sorge l’antico cimitero dove, all’interno di una teca in cristallo, è stata posizionata l’imponente Pietà marmorea dello scultore uruguayano Pablo Atchugarry, che si ispira secondo quanto affermato dall’artista stesso, alla Pietà Bandini di Michelangelo. Sul lato ovest del muro interno è conservata la lapide di Carlo Torri Tarelli, nativo di Onno, che partecipò alle imprese risorgimentali. Il suo esordio avvenne nel 1848 con le “Cinque giornate” di Milano, successivamente fu attivo a fianco di Garibaldi nella Seconda Guerra di Indipendenza e nella spedizione dei Mille distinguendosi per fedeltà e coraggio. Combattè anche nella terza Guerra di Indipendenza accanto a Menotti, figlio del condottiero. La lapide recita: Una prece a Torri Tarelli Carlo - maggiore garibaldino- morto nei conforti religiosi- il 13 dicembre 1887


La piccola chiesa si trova ai margini del paese. La facciata è semplice, con tetto a capanna e portale in pietra, con a fianco due piccole finestre con grate. In alto si apre una grande finestra centrale. In origine l’edificio era dedicato a S. Fedele e ciò ha fatto supporre che fosse stato fondato dopo il 964, anno in cui ne fu ritrovato il corpo, poi trasferito a Como.

La prima citazione certa risale al Cinquecento. All’epoca la chiesa era piccola, con l’abside rivolta verso il lago. Non aveva campanile né sacrestia. Di fronte c’era un monastero femminile, poi spostato in Valsassina. La casa accanto alla chiesa, ora molto modificata, è ciò che ne resta.

All’inizio del Seicento, dopo le continue piene del lago, l’edificio fu orientato in modo diverso. L’antica abside venne demolita e al suo posto fu costruita la facciata attuale. In quegli anni furono rifatti anche il tetto e la volta. Le nuove arcate interne, accostate alle pareti, coprirono le pitture più antiche, tornate visibili solo in restauri recenti.

Lungo la parete di destra si riconoscono affreschi di soggetti ed epoche diverse, delimitati dalle arcate. Le scene più importanti sono quelle con Sant’Antonio abate, Santo Stefano, San Bernardino da Siena. Nel riquadro successivo troviamo una Madonna in trono con S. Ambrogio e S. Niccolò. Alcune caratteristiche sia nello stile che nei colori hanno permesso di attribuire questo ciclo di affreschi ai Seregnesi, una famiglia di artisti che dal luogo di origine in Brianza si spostò già dal XIII secolo nel Canton Ticino. Le somiglianze con l’affresco che si trova sulla parete esterna di una casa nel centro del paese e che riporta la data del 1452, ci permette di datare queste pitture.

Sulla parete opposta restano decorazioni con motivi floreali e volti di santi, unica traccia dell’antica abside.

Nel 1651 compare per la prima volta l’intitolazione a S. Anna, forse per la collocazione del quadro d’altare raffigurante la Nascita della Vergine.

Nel secolo successivo si conclusero i lavori di decorazione con motivi floreali del presbiterio e della volta. Al centro di quest’ultima si riconosce l’Incoronazione della Vergine, mentre nelle lunette i quattro Evangelisti. Le differenze di stile fanno pensare all’intervento di più artisti.

Accanto alla chiesa si trova l’antico cimitero. In una teca di vetro è custodita una scultura in marmo che rappresenta una Pietà, dello scultore uruguayano Pablo Atchugarry. Sul muro di fondo è posta una lapide che ricorda Carlo Torri Tarelli, nato ad Onno e impegnato nelle lotte per l’indipendenza italiana.

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